top of page

Imposta di successione: guida completa 2026

  • 26 giu
  • Tempo di lettura: 8 min

Un uomo esamina i documenti necessari per avviare la pratica di successione.

In breve:  
  • L’imposta di successione si applica sui beni trasferiti agli eredi dopo la morte, con aliquote variabili dal 4% all’8%. Dal 2025, gli eredi calcolano e versano le imposte autonomamente tramite modello F24, senza attese dall’Agenzia delle Entrate. La franchigia per coniuge e figli è di 1.000.000 € e aumenta a 1.500.000 € per gli eredi con handicap grave.

 

L’imposta di successione è il tributo che grava sul trasferimento di beni e diritti agli eredi a seguito della morte di una persona. Capire cos’è l’imposta di successione significa conoscere aliquote, franchigie e scadenze che determinano quanto si deve versare allo Stato. Dal 2025 il sistema è cambiato in modo sostanziale: gli eredi calcolano e versano le imposte in autonomia, senza aspettare un accertamento dell’Agenzia delle Entrate. Chi eredita un immobile deve padroneggiare queste regole prima ancora di mettere piede in un ufficio notarile.

 

Quali sono le aliquote e le franchigie dell’imposta di successione?

 

L’imposta di successione si calcola applicando aliquote differenziate in base al grado di parentela tra il defunto e l’erede. Le aliquote variano dal 4% all’8% a seconda del legame familiare, e ogni categoria di erede beneficia di una franchigia specifica oltre la quale scatta il tributo.

 

La struttura è la seguente:

 

  • Coniuge e figli (linea retta): aliquota del 4% con franchigia di 1.000.000 € per ciascun erede

  • Fratelli e sorelle: aliquota del 6% con franchigia di 100.000 € per ciascun erede

  • Altri parenti fino al 4° grado: aliquota del 6% senza franchigia

  • Tutti gli altri soggetti: aliquota dell’8% senza franchigia

  • Eredi con handicap grave: franchigia elevata a 1.500.000 € indipendentemente dal grado di parentela

 

La franchigia funziona per singolo erede, non sul patrimonio totale. Se un figlio eredita beni per 800.000 €, non paga nulla perché rimane sotto la soglia di 1.000.000 €. Se ne eredita 1.300.000 €, paga il 4% solo sui 300.000 € eccedenti, cioè 12.000 €.

 

Beneficiario

Aliquota

Franchigia

Coniuge e figli

4%

1.000.000 €

Fratelli e sorelle

6%

100.000 €

Altri parenti fino al 4° grado

6%

Nessuna

Altri soggetti

8%

Nessuna

Portatori di handicap grave

Aliquota per parentela

1.500.000 €


Una donna esamina attentamente delle carte contabili

L’Italia ha franchigie tra le più alte d’Europa per le successioni tra coniuge e figli. Questo significa che la maggior parte delle famiglie italiane non paga di fatto l’imposta principale, perché il patrimonio ereditato resta sotto la soglia esente.


Grafico informativo sulle percentuali e sulle soglie dell’imposta di successione

Una novità rilevante del 2025 riguarda il cosiddetto coacervo successorio. L’abolizione del coacervo successorio ha eliminato l’obbligo di sommare le donazioni ricevute in vita al patrimonio ereditario per il calcolo della franchigia. Il risultato è un calcolo più semplice e spesso più favorevole per gli eredi.

 

Consiglio pro: Verifica sempre la franchigia disponibile per ciascun erede prima di calcolare l’imposta. Due fratelli che ereditano insieme hanno ciascuno 100.000 € di franchigia, non 100.000 € da dividere.

 

Come si applicano le imposte ipotecaria e catastale sugli immobili ereditati?

 

Quando l’eredità comprende immobili, all’imposta di successione principale si aggiungono due tributi specifici. L’imposta ipotecaria è pari al 2% e quella catastale all’1%, entrambe calcolate sul valore catastale rivalutato dell’immobile.

 

Il valore catastale non coincide con il prezzo di mercato. Si ottiene moltiplicando la rendita catastale per un coefficiente stabilito dalla legge, che varia in base alla categoria dell’immobile. Per una abitazione ordinaria il coefficiente è 110 se si applica l’agevolazione prima casa, 120 negli altri casi. Conoscere il valore catastale dell’immobile è il primo passo per calcolare correttamente le imposte.

 

L’agevolazione prima casa riduce le imposte ipotecaria e catastale a una misura fissa di 200 € ciascuna, per un totale di 400 €. Questa agevolazione si applica solo se l’erede non possiede già un’altra abitazione nello stesso comune e trasferisce la residenza entro 18 mesi dall’acquisizione.

 

Attenzione a un errore frequente: l’agevolazione prima casa non riduce l’imposta di successione principale. Abbatte esclusivamente le imposte ipotecaria e catastale. Chi si aspetta uno sconto sull’intera tassazione rimane deluso.

 

Consiglio pro: Se erediti un immobile e hai i requisiti per la prima casa, dichiara l’agevolazione già nella dichiarazione di successione. Non puoi richiederla in un secondo momento senza affrontare procedure complesse.

 

Quali sono le scadenze per la dichiarazione di successione?

 

La dichiarazione di successione va presentata entro 12 mesi dalla data del decesso. Questo termine vale per tutti gli eredi e i chiamati all’eredità, indipendentemente dal valore del patrimonio.

 

Dal 2025 il sistema di pagamento è cambiato radicalmente. Il passaggio è avvenuto dall’accertamento d’ufficio all’autoliquidazione: oggi è l’erede che calcola autonomamente le imposte e le versa tramite modello F24 al momento della presentazione della dichiarazione. La riforma del 2025 sull’autoliquidazione ha spostato la responsabilità del calcolo dall’Agenzia delle Entrate direttamente all’erede.

 

La procedura corretta segue questi passaggi:

 

  1. Raccogliere i documenti necessari: certificato di morte, atti di proprietà degli immobili, estratti catastali, visure ipotecarie e codici fiscali di tutti gli eredi.

  2. Calcolare il valore catastale di ogni immobile applicando i coefficienti di legge alla rendita catastale.

  3. Determinare l’imposta dovuta applicando le aliquote corrette al netto delle franchigie personali.

  4. Versare le imposte tramite modello F24 contestualmente alla presentazione della dichiarazione.

  5. Presentare la dichiarazione all’Agenzia delle Entrate entro i 12 mesi dal decesso.

 

Un aspetto che sorprende molti eredi riguarda le imposte ipotecaria e catastale. Gli eredi devono versare queste imposte contestualmente alla dichiarazione, calcolandole insieme all’imposta principale. Il ritardo nel versamento comporta sanzioni e interessi che si accumulano rapidamente.

 

Consiglio pro: Non aspettare gli ultimi mesi per raccogliere la documentazione. Le visure catastali e ipotecarie richiedono tempo e un errore nei dati catastali può invalidare l’intera dichiarazione.

 

Quali errori comuni si fanno nella dichiarazione di successione?

 

La valutazione errata degli immobili è la causa principale di problemi nelle successioni. Le imposte si calcolano sul valore catastale rivalutato, non sul valore di mercato. Chi usa il prezzo di vendita stimato come base di calcolo sbaglia metodo e rischia di versare un importo errato.

 

Gli errori più frequenti che gli eredi commettono sono:

 

  • Confondere valore di mercato e valore catastale. Un appartamento che vale 300.000 € sul mercato può avere un valore catastale rivalutato di 120.000 €. Le imposte si calcolano su quest’ultimo.

  • Non applicare correttamente le franchigie. Ogni erede ha la propria franchigia personale. Calcolare la franchigia sull’intero patrimonio invece che per singolo erede porta a pagare più del dovuto.

  • Ignorare l’obbligo di versamento immediato delle imposte ipotecarie e catastali. Molti eredi non sanno che queste imposte vanno versate subito, prima ancora che la dichiarazione formale sia completata.

  • Non dichiarare l’agevolazione prima casa al momento giusto, perdendo il diritto alla riduzione delle imposte ipotecaria e catastale.

  • Presentare la dichiarazione in ritardo. Superare i 12 mesi dalla data del decesso comporta sanzioni calcolate sull’imposta dovuta.

 

La valutazione catastale accurata è il punto critico delle successioni immobiliari e la base di molti contenziosi con l’Agenzia delle Entrate. Una perizia professionale sull’immobile, anche se non obbligatoria, riduce il rischio di contestazioni. Per approfondire come evitare gli errori più costosi, la guida sulla valutazione immobiliare in eredità offre un quadro dettagliato delle casistiche più frequenti.

 

Consiglio pro: Prima di compilare la dichiarazione, richiedi una visura catastale aggiornata per ogni immobile. I dati catastali cambiano nel tempo e una rendita obsoleta genera calcoli sbagliati.

 

Che agevolazioni fiscali sono previste per gli eredi di immobili?

 

Le agevolazioni fiscali nelle successioni immobiliari si concentrano su due aree: le imposte ipotecaria e catastale per la prima casa e la franchigia maggiorata per i portatori di handicap grave.

 

Per la prima casa, l’erede che rispetta i requisiti di legge paga le imposte ipotecaria e catastale in misura fissa, per un totale di 400 €. I requisiti principali sono: l’immobile deve essere destinato a uso abitativo, l’erede non deve possedere un’altra abitazione nello stesso comune e deve trasferire la residenza entro 18 mesi. Questa agevolazione si applica anche se l’erede risiede già nello stesso comune del defunto.

 

Per i portatori di handicap grave riconosciuto ai sensi della legge 104/1992, la franchigia sale a 1.500.000 € indipendentemente dal grado di parentela con il defunto. Un nipote con disabilità grave che eredita da uno zio beneficia della franchigia massima, mentre senza questa condizione pagherebbe l’8% senza alcuna soglia esente.

 

Altre agevolazioni riguardano le successioni di aziende familiari e partecipazioni societarie, che in certi casi beneficiano di esenzioni totali dall’imposta di successione. Per chi eredita immobili da vendere, esistono ulteriori agevolazioni fiscali sulla vendita che possono ridurre il carico fiscale complessivo. La normativa successione immobiliare 2026

raccoglie tutte le novità legislative applicabili quest’anno.

 

Punti chiave

 

L’imposta di successione si calcola per singolo erede applicando aliquote dal 4% all’8% sul valore eccedente la franchigia personale, con versamento tramite modello F24 entro 12 mesi dal decesso.

 

Punto

Dettagli

Aliquote per parentela

Si applicano aliquote del 4%, 6% o 8% in base al grado di parentela con il defunto.

Franchigie personali

Ogni erede ha la propria franchigia: 1.000.000 € per figli e coniuge, 100.000 € per fratelli.

Imposte sugli immobili

Ipotecaria al 2% e catastale all’1% sul valore catastale, ridotte a 200 € ciascuna con l’agevolazione prima casa.

Autoliquidazione dal 2025

L’erede calcola e versa le imposte tramite F24 al momento della dichiarazione, senza attendere l’Agenzia delle Entrate.

Scadenza dichiarazione

La dichiarazione di successione va presentata entro 12 mesi dalla data del decesso.

La riforma del 2025 ha cambiato le regole del gioco

 

Ho seguito molte successioni immobiliari nel corso degli anni, e la riforma del 2025 è la più significativa degli ultimi decenni. Prima, gli eredi presentavano la dichiarazione e aspettavano che l’Agenzia delle Entrate calcolasse e notificasse le imposte. Oggi devono fare tutto da soli, calcolando correttamente ogni voce e versando tramite F24 senza margine di errore.

 

Questo cambiamento ha una conseguenza pratica che molti sottovalutano: chi sbaglia il calcolo non riceve più una semplice rettifica, ma rischia sanzioni immediate. Ho visto eredi in buona fede pagare cifre errate semplicemente perché non conoscevano la differenza tra valore catastale e valore di mercato. Un errore del genere costa più della consulenza che avrebbe potuto evitarlo.

 

La mia posizione è netta: la valutazione catastale professionale non è un lusso, è una necessità. Le rendite catastali sono spesso aggiornate in modo disomogeneo sul territorio nazionale, e un immobile a Milano può avere una rendita che non riflette nemmeno lontanamente la realtà fiscale attuale. Affidarsi a un professionista per questo passaggio riduce il rischio di contestazioni in modo drastico.

 

Un altro aspetto che trovo spesso trascurato è l’agevolazione prima casa. Gli eredi che hanno diritto alla riduzione delle imposte ipotecaria e catastale a 200 € ciascuna devono dichiararla nella dichiarazione di successione. Non esiste una procedura semplice per recuperarla in seguito. Rispettare le scadenze e compilare correttamente la dichiarazione fin dal primo tentativo è la strategia più efficace.

 

— Francesco

 

Eredicasa: consulenza professionale per le successioni immobiliari

 

Ereditare un immobile significa affrontare calcoli fiscali, scadenze e documenti in un momento già difficile. Eredicasa affianca gli eredi in ogni fase del processo, dalla valutazione catastale dell’immobile alla compilazione della dichiarazione di successione.


https://eredicasa.it

Il servizio di consulenza immobiliare di Eredicasa copre la stima del valore catastale, la verifica delle agevolazioni applicabili e il supporto nella gestione documentale. Gli esperti di Eredicasa operano direttamente sul territorio, con sopralluoghi in persona e assistenza completa fino alla conclusione della pratica. Affidarsi a professionisti specializzati in successioni immobiliari significa evitare errori costosi e rispettare ogni scadenza fiscale senza stress.

 

Domande frequenti

 

Cos’è l’imposta di successione in breve?

 

L’imposta di successione è il tributo dovuto allo Stato sul trasferimento di beni e diritti agli eredi a seguito di un decesso. Si calcola applicando aliquote dal 4% all’8% sul valore eccedente la franchigia personale di ciascun erede.

 

Chi è obbligato a pagare l’imposta di successione?

 

Sono obbligati al pagamento tutti gli eredi e i legatari che ricevono beni o diritti per causa di morte. La dichiarazione va presentata entro 12 mesi dal decesso da parte di tutti i chiamati all’eredità.

 

Come si calcola l’imposta sugli immobili ereditati?

 

Le imposte ipotecaria e catastale si calcolano sul valore catastale rivalutato dell’immobile, non sul prezzo di mercato. Con l’agevolazione prima casa, le due imposte scendono a una misura fissa di 200 € ciascuna.

 

Cosa cambia con l’autoliquidazione dal 2025?

 

Dal 2025 l’erede calcola e versa autonomamente tutte le imposte tramite modello F24 al momento della dichiarazione. Il sistema precedente prevedeva che fosse l’Agenzia delle Entrate a notificare l’importo dovuto dopo la presentazione.

 

Esiste una franchigia speciale per i disabili?

 

Gli eredi con handicap grave riconosciuto ai sensi della legge 104/1992 beneficiano di una franchigia di 1.500.000 €, indipendentemente dal grado di parentela con il defunto.

 

Raccomandazione

 

 
 
 

Commenti


bottom of page